Le Trasformazioni degli Anni Sessanta: Vigevano dal Medioevo alla Modernità

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Preview – La Trasformazione di una Middle Town

con Filippo Caserio, Adriano Ballone e Alessandra Ceriani

A cura dell’Associazione Astrolabio

La trasformazione di una città di medie dimensioni in un periodo di grandi cambiamenti: la Vigevano degli anni ’60, il boom tra luci e ombre. Una città simbolo e testimone delle trasformazioni dell’Italia negli ultimi decenni.

Video Preview

I Protagonisti

L’Associazione culturale “Astrolabio” di Vigevano ha deciso di fare proprio un progetto elaborato dal giornalista, storico e videomaker vigevanese Filippo Caserio, recentemente autore del libro “Vigevano tra cronache e memorie” (voluto dal Comitato provinciale dell’Anpi di Pavia, sostenuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, patrocinato dal Comune di Vigevano e presentato nel dicembre 2017) e del documentario “Al voto! Al voto! Le campagne elettorali nella Vigevano dell’immediato dopoguerra” (un’iniziativa della Fondazione di Piacenza e Vigevano, collaterale alla mostra di manifesti ospitata in Castello nel giugno 2018, presentato nel novembre 2018).

Il Progetto

Il nuovo progetto prevede – entro il dicembre 2020 (inizialmente settembre 2020, data posticipata per i problemi legati all’emergenza sanitaria) – la realizzazione di un complesso prodotto culturale multimediale (un DVD contenente un documentario della durata di circa 50 minuti, con brevi pièces teatrali recitate da giovani attori vigevanesi; DVD da allegare in tasca di plastica a un libro-guida di 128 pagine, formato 17×24 cm.) dedicato a uno dei periodi più cruciali del passato più recente anche a Vigevano: gli anni Sessanta del Novecento.

Obiettivo del progetto è raccontare per la prima volta in maniera organica, con un approccio originale, gli anni Sessanta a Vigevano. Boom economico, sviluppo dell’industria calzaturiera, romanzi di Lucio Mastronardi e canzoni di Vito Pallavicini (l’autore di “Azzurro”, ma sino al 1965 “anima” del settimanale “L’Informatore Vigevanese) vita politica e sociale, costume (pensiamo agli anni d’oro della “Capannina” di corso Cavour, all’epoca uno dei dancing più rinomati e frequentati della Lombardia, “palestra” per Giorgio Gaber e Enzo Jannacci, o la Gioventù Studentesca di don Tarcisio Comelli), piccoli e grandi episodi di cronaca, politica, sport. Partendo da una vicenda che all’epoca fece molto clamore ma che poi è stata quasi accantonata, dimenticata: le intossicazioni da benzolo, le “morti bianche”.

Raccontare utilizzando un’ampia gamma di strumenti espressivi: fotografie e filmati d’epoca, (le rappresentazioni dei “Martelloni” al Teatro Cagnoni, il Ticino “riviera dei poveri” con i bagnanti e i giochi sui ghiaioni, la Mostra delle calzature e le sfilate di moda in un video inedito del 1964, la puntata – miracolosamente recuperata dalla tv tedesca Ard, nella versione integrale – di “Giochi senza frontiere”, presentata da Enzo Tortora e trasmessa il 31 luglio 1968 in Eurovisione dalla piazza Ducale e dal cortile del Castello) testimonianze in video-voce dei protagonisti di allora ancora viventi, recitazione teatrale, parola scritta. Il libro conterrà un’accurata cronistoria degli anni Sessanta a Vigevano (con cenni all’Italia ed al mondo), e alcuni brevi saggi-racconti (con tono “leggero” e “letterario”) per rivivere le atmosfere di quel cruciale decennio.

I Destinatari

Pur guardando all’intera collettività, il progetto si rivolge soprattutto alle scuole (dove – compatibilmente con la nuova situazione – verranno organizzati incontri e proiezioni) ed alle nuove generazioni, che poco o nulla sanno di queste nostre radici. Per garantire al progetto il più alto livello qualitativo, Astrolabio e Filippo Caserio sono affiancati da qualificati professionisti vigevanesi che già hanno collaborato o collaborano con loro; in particolare Sergio Calabrese (già cinereporter Rai, vincitore anche del “premio Alpi”), Giuseppe Failla (fotografo e videomaker di lunga e provata esperienza, anima del Cineclub Vigevano), Salvatore Poleo (già direttore artistico del Teatro Moderno e drammaturgo), Paolo Comolli (Editoriale Punto&Virgola).

Il progetto, sin dal luglio 2019, è stato presentato alla Fondazione di Piacenza e Vigevano che lo ha valutato positivamente e – anche alla luce degli ottimi risultati, in termini di diffusione e ritorno d’immagine, del precedente libro e del documentario – lo ha approvato e ha deciso di sostenerlo.