I film del cambiamento

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Martedì 17 ottobre ore 21 – Auditorium San Dionigi
Due giorni, una notte” dei fratelli Dardenne. La protagonista, Marion Cotillard è Sandra, sposata e con  due figli ha  un lavoro presso una piccola azienda che realizza pannelli solari. L’azienda, però, considerandola l’anello debole della catena produttiva, chiedono ai suoi colleghi di votare per il suo licenziamento e avere così 1000 euro di bonus. L’esito è scontato, ma insieme al marito lotta per avere un’altra votazione. Sarà così una corsa contro il tempo per far cambiare idea a chi aveva votato contro di lei e mantenere il suo lavoro.

Martedì 24 ottobre ore 21 – Auditorium San Dionigi

La Deutsche Vita” di A. Cassigoli e T. Masi. A Berlino fa freddo, si parla tedesco e si è lontanissimi dalla mamma: nonostante questo, la capitale pullula di giovani italiani, lavoratori, studenti e artisti che hanno deciso in massa di trasferirsi nella capitale tedesca per diversi mesi o diversi anni, in un’onda migratoria anomala che continua a stupire per quantità e qualità. Già, perché nel freddo nord può capitare di costruirsi carriera, amici, amori… Si dice che dopo sette anni di vita all’estero si prenda coscienza della condizione di emigrati e cominci la crisi di identità: da questa premessa parte il film per intraprendere un viaggio comico, tenero, drammatico nelle storie della comunità italiana a Berlino, tra integrazioni riuscite e difficili utopie di riscatto.

Martedì 31 ottobre ore 21 – Auditorium San Dionigi

Per l’ultimo film del ciclo ci trasferiamo in Gran Bretagna con il film“Io, Daniel Blake” di K. Loach. Daniel Blake è sulla soglia dei sessant’anni e, dopo aver lavorato per tutta la vita, ora per la prima volta ha bisogno, in seguito a un attacco cardiaco, dell’assistenza dello Stato a causa di un deficit che gli impedisce di avere un’occupazione stabile. Fa quindi richiesta del riconoscimento dell’invalidità con il relativo sussidio ma questa viene respinta. Nel frattempo Daniel ha conosciuto una giovane donna, Daisy, madre di due figli che, senza lavoro, ha dovuto accettare l’offerta di un piccolo appartamento dovendo però lasciare Londra e trovandosi così in un ambiente e una città sconosciuti. Tra i due scatta una reciproca solidarietà che deve però fare i conti con delle scelte politiche che di sociale non hanno nulla.